| | Messina ultima per la raccolta differenziata | |
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| Autore | Messaggio |
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Salvo Moderatore


Registrato il : 21/12/07 Messaggi : 396 Località : Messina
 | Oggetto: Messina ultima per la raccolta differenziata Mer Feb 06, 2008 4:53 pm | |
| Messina ultima per raccolta differenziata. Lamacchia: «Dati sbagliati»
Secondo la relazione annuale dell’Apat la percentuale sarebbe 1,9%, secondo l’ad dell’Ato3 del 6,3% (comunque la più bassa d’Italia)
Quella che arriva dal rapporto rifiuti 2007 dell'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) è una conferma, più che una notizia: Messina è fanalino di coda, tra le aree metropolitane italiane, per la raccolta differenziata. La percentuale diffusa dall’organo ministeriale, infatti, si assesta su un desolante 1,9%, lontano anni luce dall'obiettivo previsto dalla legge del 40%, raggiunto (e in alcuni casi anche superato) da diverse regioni del Nord. Non che il contesto siciliano sia dei migliori: la nostra regione, infatti, si piazza al penultimo posto con il 6,6% (primo il Trentino Alto Adige col 49,1%), mentre Catania precede Messina con un irrisorio 6,3%. A preoccupare è anche e soprattutto il trend: nel 2002, infatti, la percentuale per Messina era del 4,5%, l'anno scorso del 2,1% e quest'anno, anziché tentare un riavvicinamento agli standard richiesti dalla legge, continua ad andare in senso opposto.
Almeno secondo l’Apat, perché i dati in possesso dell’Ato3 sarebbero diversi. L’amministratore delegato Salvatore Lamacchia, infatti, si dichiara stupito di questi numeri: «I dati relativi al 2006 che abbiamo trasmesso all’agenzia regionale – afferma – sono ben diversi: la percentuale da noi comunicata è del 6,3%, c’è una bella differenza rispetto al 1,9%. Non so da dove abbiano preso queste cifre». C’è da dire, ad ogni modo, che anche con il 6,3% ci sarebbe ben poco da sorridere, Messina sarebbe comunque ultima in compagnia di Catania, e in ogni caso ben lontana dagli standard previsti dalla legge. «La percentuale del 30% - continua Lamacchia – è pura fantasia, nelle condizioni in cui siamo attualmente». Cosa si sta facendo, dunque, per dare una svolta alla raccolta differenziata a Messina? «Per il 2008 stiamo lavorando ad un servizio porta a porta che, secondo le nostre previsioni, dovrebbe far aumentare la raccolta fino al 15%». Ma quando a Lamacchia facciamo notare che molte zone della città continuano a rimanere sprovviste di cassonetti “differenziati”, la risposta è: «La gente vorrebbe un cassonetto per ogni casa, è chiaro che in alcuni casi ci sono certe distanze, abbiamo le isole ecologiche e siamo consapevoli che su questo fronte dobbiamo lavorare di più». “Certe distanze” in alcuni casi sono centinaia e centinaia di metri. Non proprio un incentivo alla raccolta differenziata.
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|  | | Salvo Moderatore


Registrato il : 21/12/07 Messaggi : 396 Località : Messina
 | Oggetto: Re: Messina ultima per la raccolta differenziata Mer Feb 06, 2008 4:55 pm | |
| E a Torrenova si sperimenta l’impianto “Thor”
Un impianto che riduce fino a 8 tonnellate l’ora di rifiuti a dimensioni microscopiche, producendo una materia omogenea purificata dalle parti dannose e utilizzabile come combustibile. No, non è fantascienza. Questa macchina si chiama “Thor”, e rappresenta il futuro nel campo dello smaltimento dei rifiuti, di qualsiasi tipo essi siano. Il sistema di riciclaggio definito “indifferenziato” è stato sviluppato dal Cnr in collaborazione con la Società Assing spa di Roma. Dove è stato realizzato il primo “Thor” in Italia? Proprio al Cnr di Messina, l’ultima città d’Italia per raccolta differenziata che però ha lasciato che la sperimentazione di questo piccolo “gioiello” si svolgesse a Torrenova, piccolo comune di 4.000 anime della nostra Provincia.
La tecnologia utilizzata da “Thor” si chiama micronizzazione, ed ecco nel dettaglio come funziona: come un "mulino" di nuova generazione, l'impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell'intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità, mentre il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Thor riesce a trattare fino a 8 tonnellate di rifiuti in un ora, e non necessita di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento. Ridotte anche le dimensioni e i costi: un impianto da 4 tonnellate all’ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro. Bazzecole rispetto alle vagonate di milioni che ogni anno si spendono per i rifiuti a Messina e in ogni altra città d’Italia (con i risultati che vediamo).
Proprio il giovane “Thor” e la tecnologia della micronizzazione sono stati “ripescati” nei giorni scorsi dal presidente di Messinambiente Nino Dalmazio, il quale ha chiesto al commissario Sinatra l’autorizzazione per la realizzazione anche a Messina di un gemello di Thor. Perché non farlo prima?, ci si chiede. E se lo è chiesto anche Carmelo Santalco, segretario cittadino dell’Udc che su Messinambiente e la gestione dei rifiuti a Messina non ha mai lesinato commenti e frecciate. Santalco, però, si è dato anche delle risposte. «Mi corre l’obbligo precisare per dovere di cronaca, – afferma in una nota – che l’autorizzazione di cui Dalmazio parla è stata già concessa dal C.d.A. di Messinambiente presieduto peraltro dallo stesso Dalmazio nel maggio 2007. In quell’occasione fu deliberato all’unanimità dei presenti di concedere l’area limitrofa all’inceneritore di Pace alla N.T.A., che è la società che è stata appositamente costituita per gestire il brevetto del sig. Paolo Plescia (quello relativo, appunto, al famoso Thor, ndr)».
Santalco sottolinea anche come già nel marzo dello scorso anno fosse stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Messinambiente, Ato3, Comune di Messina e N.T.A. per avviare questo tipo di processo. «Si vuole forse sanare una delle tante stranezze che il sottoscritto aveva a suo tempo denunciato?» afferma il segretario dell’Udc. «Non bisogna dimenticare infatti che la Legge in materia parla chiaro. Come pensa il Comune di conciliare la richiesta di Messinambiente con quanto la Legge vigente in materia prescrive in maniera chiara ed inequivocabile? In definitiva la costruzione di un impianto, per quanto utile e conveniente per lo smaltimento dei rifiuti, non può giustificare l’elusione o la violazione delle norme di legge attualmente vigenti con l’affidamento diretto del servizio. E’ quanto andiamo ripetendo da tempo – continua Santalco – dal momento che l’Autorità d’Ambito ad oggi non ha inteso ancora “aggiudicare il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani mediante gara disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie (…)” (comma 1 art.202 del Dlgs 152/06), facendo invece prevalere l’affidamento diretto a Messinambiente del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in virtù della convenzione ancora in essere con il Comune di Messina».
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