Il popolare social network si appresta a raggiungere un traguardo notevole, ma nuovi pericoli sono in agguato.
Sono passati già sei anni da quando, in quei primi giorni del febbraio 2004 Mark Zuckerberg , allora studente diciannovenne dell’Università di Harvard, dava vita, con l’aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin, a TheFacebook, quello che sarebbe poi diventato conosciuto come social network più cliccato del mondo con il nome di Facebook.
Allo stato attuale il social network ha quasi 400 milioni di utenti, cifra che potrebbe raggiungere proprio negli istanti in cui scriviamo. In Italia sono circa 18 milioni. Una doppia occasione per festeggiare, dunque, che Zuckerberg non si è certo fatto scappare. Il fondatore di Facebook ha infatti annunciato sul blog aziendale il restyling della homepage e nuovi servizi in arrivo.
Alcuni utenti, intanto, hanno già avuto modo di navigare nella nuova homepage, tra le cui principali novità c'é l'ampliamento del menu a sinistra, organizzato per facilitare la ricerca dei contenuti pubblicati dai propri contatti, per accedere alle applicazioni e ai gruppi preferiti in modo più immediato. In questa colonna compaiono anche i propri amici online in tempo reale. Novità anche nel menu in alto, dove non solo si sposta l’icona che indica le notifiche, ma anche quelle riguardanti i messaggi ricevuti e le varie richieste, visibili direttamente dalla home, e il menu relativo al proprio account.
Ma quello che si vuole mettere in particolare risalto è la funzione di chat, con un sistema che porta Facebook più vicino al mondo dei sistemi di instant messaging e alla chat di Google Mail. Ed è proprio la comunicazione tra utenti la strada che il social network di Zuckerberg vuole battere maggiormente. Dal sito di tecnologia Techcrunch, infatti, emerge l'indiscrezione secondo cui Facebook starebbe per rivoluzionare il proprio sistema di messaggi per trasformarlo in una vera e propria piattaforma di posta elettronica.
Facebook si va quindi sempre più trasformando in una piattaforma trasversale, capace di coniugare in pochi click microblogging, condivisione di immagini e video, instant messaging e, presto, anche posta elettronica.
Come detto, il social network nacque nei primi giorni di febbraio del 2004, ufficialmente il 4, e in pochi mesi il suo uso si diffuse prima tra gli studenti di Harvard e poi tra quelli delle principali università americane. Neanche due anni dopo Facebook era uscito dal mondo accademico e si diffondeva a velocità a dir poco impressionante, attraverso tutti i gangli della rete. In Italia sarebbe arrivato solo nel 2008, ma il ritardo sarebbe stato colmato in pochi mesi, con una crescita di iscritti vicina al 900 per cento.
"Grazie a voi – può scrivere oggi Zuckerberg sul suo blog – abbiamo fatto incredibili progressi nell'ultimo anno e abbiamo reso il mondo più aperto e più connesso. Siamo partiti sei anni fa da una stanza dello studentato di Harward e ora vogliamo celebrare i nostri 400 milioni di iscritti con quello che ci piace di più: offrire nuovi prodotti".
Zuckerberg ha così annunciato la cosiddetta "Hackathon", una maratona notturna nella sede di Facebook in cui ingegneri e specialisti del software lavorano per lanciare a breve applicazioni e strumenti per arricchire l'esperienza di Facebook. Ma per il miliardario fondatore del popolare social network non sono solo rose e fiori. Infatti, risolta, anche se non si sa con quali specifici benefici per gli utenti, la questione privacy, per Zuckerberg i nuovi nemici si chiamano malware e spam. Stando infatti all’ultimo report di Sophos sulla sicurezza relativo al secondo semestre del 2009, gli attacchi virali e i messaggi spazzatura sono aumentati del 70% e, manco a dirlo, nel mirino degli esperti del cybercrime ci sono proprio i due social network più popolari del momento, Facebook e Twitter.
Basta leggere i dati, per avere un’idea circa la portata del fenomeno: il 57% degli utenti ha ricevuto messaggi spam e il 36% si è visto recapitare malware. Il problema non è da sottovalutare neanche per le aziende, visto che nel 49% di esse (il 13% in più rispetto allo scorso anno) i dipendenti possono accedere del tutto liberamente a Facebook.
Un altro dato di cui Zuckerberg non potrà non tener conto riguarda quindi la percezione di rischio legata al singolo sito. Alla domanda “Secondo lei quale social network costituisce la minaccia più grave per la sicurezza del suo pc?”, ben il 60% degli intervistati ha scelto infatti Facebook, con MySpace e Twitter praticamente sullo stesso piano (18% e 17% rispettivamente) e LinkedIn citato solo nel 4% dei casi.
Questi dati non intaccano la fama e la popolarità del social network con più utenti al mondo. Ma di certo si tratta di un elemento da non sottovalutare e che potrebbe portare a conseguenze di non poco conto.
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